venerdì 14 ottobre 2016

WEB REPUTATION: COME ELIMINARE DA GOOGLE ARGOMENTI NEGATIVI PER LA VOSTRA REPUTAZIONE

Una delle richieste più comuni da parte di alcuni clienti è quella di fare in modo che elementi indesiderati non siamo presenti nei risultati almeno nella prima pagina di Google (o nelle pagine successive). 


reputazione online


I motivi per cui una azienda o una persona desideri vedere "scomparire" risultati negativi dalle ricerche di Google sono molteplici.

Vi facciamo qualche esempio: 

COME TUTELARE LA REPUTAZIONE ONLINE DEI PRIVATI 

1) Mettiamo che anni fa abbia commesso un piccolo reato civile o penale magari anche molto tempo addietro, e di cui ho scontato la relativa pena, pagato la multa ecc., e desidero rifarmi una vita professionale senza che -  digitando il mio nome  - siano presenti risultati che danneggiano la mia integrità morale. Tutti sbagliamo e a tutti va concessa una seconda opportunità (attenzione, non lo affermo io ma è la legge che lo afferma). Purtroppo  Google si sta trasformando in una gogna mediatica del XXI secolo, e spesso i primi risultati su Google sono quelli che appaiono sulle testate generaliste (quotidiani online nazionali o locali o semplici blog), anche se commessi anni e anni addietro. 

2) Una testata giornalistica, un blog, ecc. parla di me e dice delle cose inesatte, incomplete o accadute molto tempo prima. Personalmente mi è capitato di seguire un caso di eventi accaduti 20 anni prima per un cliente che era stato totalmente assolto per fatti che non aveva mai commesso. Su testate nazionali l'articolo pubblicato circa 20 anni prima lo facevano apparire invece come  colpevole di un  reato mai commesso. Il problema è che quando vieni indagato, di solito i giornalisti pubblicano la notizia con il tuo nome. Se invece vieni assolto (cosa che accade anche mesi dopo) la notizia non interessa più al giornalista (si dice che non è notiziabile) e non viene più pubblicata. Su Google però compare la prima.  Questo non solo è un abuso ma si può configurare anche come diffamazione a mezzo stampa soprattutto se nell'articolo o nel titolo di parla di una persona che "ha commesso..." il reato, senza specificare che invece la stessa persona non è ancora passata in giudicato.

TUTELARE LA REPUTAZIONE DI AZIENDE, ENTI O ATTIVITÀ COMMERCIALI 

1) L'azienda rileva un commento negativo pubblicato su un social network o un blog da parte di un utente. Stranamente questa critica, che la danneggia pesantemente, compare nella prima pagina di Google digitando il nome dell'azienda.

2) A volte l'azienda o l'attività commerciale si accorge che i commenti lasciati da autori ignoti su social come Tripadvisor, blog, Twitter e altri, sono sicuramente scritti appositamente da concorrenti per danneggiarne l'immagine e risultano nelle prime pagine di Google cercando con il nome dell'azienda stessa.

3) Recentemente alcuni enti pubblici e privati di ricerca sono stati attaccati da gruppi di attivisti. Tipico ad esempio quello dei gruppi animalisti nei confronti dei laboratori in cui si fa ricerca medica che utilizzano correttamente e nei termini di legge sperimentazione animale. Anche in questo caso spesso questi gruppi (che fanno uso massiccio dei social e dei blog) cadono in alcuni illeciti quali la diffamazione o più semplicemente di contenuti e immagini non corrette e lesive dell'immagine dell'ente stesso.




Sono solo alcuni esempi che siamo abituati a risolvere quotidianamente.

Come ci si comporta? È possibile agire su più fronti: 

A) Chiedere la rimozione del contenuto a Google. Soprattutto se sono contenuti offensivi o illeciti. È sempre bene affidarsi a uno studio legale. La nostra esperienza ci ha dimostrato che se la richiesta arriva da uno studio legale viene presa più seriamente in considerazione. 

B) Chiedere la rimozione del contenuto direttamente alla testata. Per le testate giornalistiche la richiesta (questo è il nostro consiglio) andrebbe fatta ufficialmente da uno studio legale o da un avvocato direttamente allo studio legale della casa editrice. Di solito la risposta e l'eliminazione dai risultati di Google dell'articolo è molto rapida. L'articolo non scompare completamente, ma scompare dalle ricerche di Google (e dunque è come se non esistesse). 

C) Appellarsi al Garante alla Privacy

Un esmepio lo si legge alla pagina sulla limitazione di cronaca 
Quando non si ravvisa  nella notizia  rilevante interesse pubblico o  quando vi siano specifiche limitazioni di legge alla divulgazione di informazioni spesso connesse a determinati fatti di cronaca, il giornalista può comunque riferire di questi ultimi prediligendo soluzioni che tutelino la riservatezza degli interessati (ricorrendo ad esempio all'uso di iniziali, di nomi di fantasia e così via). Va tuttavia evidenziato come, in taluni casi, la semplice omissione delle generalità delle persone non basta di per sé ad escludere l'identificazione delle medesime: quest'ultima, infatti, può realizzarsi attraverso la combinazione di più informazioni concernenti la persona (l'età, la professione, il luogo di lavoro, l'indirizzo dell'abitazione, ecc.).

C) Contemporaneamente a quanto suggerito sopra è possibile procedere con la pubblicazione di contenuti interessanti che riguardano l'azienda o la persona che richiede la rimozione. Spesso infatti i contenuti negativi compaiono in prima posizione su Google perché l'azienda o la persona non hanno fatto nulla per gestire le proprie informazioni in rete. Consiglio di aprire un blog (aziendale o professionale), una pagina Facebook professionale, canali come twitter, youtube, linkedin ecc e iniziare a pubblicare. Il nostro ufficio stampa web  pubblicare con regolarità centinaia di articoli al giorno per migliorare la reputazione online delle aziende che seguiamo. Il difetto principale, infatti, è che le aziende e gli enti non hanno la capacità di comunicare con in nuovi media. Quello che facciamo è dunque fornire un supporto alla pubblicazione di contenuti utili per essere posizionati in prima pagina su Google. 

Per finire: una volta che un contenuto scomodo raggiunge la rete, in certi casi può essere molto difficile rimuoverlo (ma non impossibile) dalle ricerche di Google. Quello che è importante è passare da una situazione di passività a una di attività proattiva. Ovvero: se non sarete voi a parlate di voi stessi o della vostra attività, ci sarà sempre qualcuno che lo farà per voi, nel bene o nel male. 

Meglio se prendete in mano voi le redini della situazione pubblicando il meglio della vostra realtà, meglio se affidandovi a una agenzia di comunicazione digitale con un ufficio legale capace di aiutarvi in tutte quelle che sono le tecniche di posizionamento organico o l'eliminazione dei contenuti che ledono la vostra immagine.


Claudio Pasqua
Chieriweb.it e Studio Legale Dattilo 
tel. 3934064107

INSULTARE SU FACEBOOK È REATO DI DIFFAMAZIONE: LO DICE LA CORTE DI CASSAZIONE

Alcuni sono erroneamente portati a pensare che il Web e i social media abbiamo una liceità diversa dalla vita del mondo reale. Tuttavia non è così: i reati su Web come la diffamazione sono ancor più gravi perché commessi in una piazza "pubblica" che aggrava la posizione del reo.

insultare su facebook è reato di diffamazione aggravata


Come ci spiega l'Avv. Carlo Dattilo, dello Studio Legale Dattilo, postare un commento offensivo sulla bacheca di Facebook di una persona integra il reato di diffamazione a mezzo stampa. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24431/2015, ha stabilito che inserire un commento su una bacheca di un social network significa dare al suddetto messaggio una diffusione che potenzialmente ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sicché, laddove questo sia offensivo, deve ritenersi integrata la fattispecie aggravata del reato di diffamazione.

Partiamo da un esempio: un fatto di cronaca comparso proprio oggi su Quotidiano Piemontese
Insulti razzisti a barista romena: 40 denunciati tra cui deputata M5S
C’è anche Laura Castelli del Movimento Cinque Stelle tra le 40 persone denunciate per diffamazione alla procura della Repubblica di Torino. La denuncia parte dopo la querela di una giovane barista romena che, dopo che si era candidata per il Partito Democratico in una circoscrizione alle ultime elezioni amministrative, era stata offesa pubblicamente su Facebook. Tema della discordia fu una foto in cui, Lorena Roscaneanu, 31 anni, barista che lavorava all’interno di un bar di Palazzo di Giustizia, compariva insieme all’ex sindaco Piero Fassino. In quella foto, Laura Castelli chiedeva all’interessata quali fossero i suoi rapporti con l’azienda “fallita tre volte” che si occupava dell’appalto. I commenti all’epoca non si sprecarono: dalle offese razziste alle ingiurie. Finanche agli insulti di natura sessuale. Adesso la palla passa in mano al giudice Gianluca Orlando che svolgerà gli accertamenti.
Fonte: Quotidiano Piemontese
ALTRI ESEMPI 



IL PARERE DEL LEGALE 

Abbiamo chiesto all'Avv. Carlo Dattilo di spiegare ai nostri lettori in cosa consiste il reato di diffamazione aggravata e come ci si tuteli. 


"L’articolo 21 della Costituzione - spiega l'Avv. Carlo Dattilo - dispone che «tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione», ma tale diritto incontra dei limiti specifici qualora l'opinione espressa giunga a ledere l'altrui riservatezza, onore e reputazione. 
"Va da sé che le opinioni personali espresse dai lettori e pubblicate dai giornali o su internet rientrano nel diritto di critica e, come tali, non possono essere rigorosamente obiettive, ma corrispondono necessariamente al punto di vista di chi la manifesta. E, pertanto, possono essere esternate anche con l'uso di un linguaggio colorito e pungente. 
"Nondimeno, il lettore che, esprimendo un’opinione personale, critichi utilizzando un linguaggio garbato seppur deciso, non denigratorio o insinuante e, soprattutto, senza la volontà e la consapevolezza di offendere, non potrà temere alcun tipo di azione legale, rientrando la sua condotta nelle libertà di espressione e di critica garantite dal dettato costituzionale. In questa prospettiva, l'unico limite che non va superato è ravvisabile nell'esigenza di evitare l'utilizzo di espressioni e argomenti offensivi, denigratori o anche dubitativi, insinuanti, allusivi, che in sostanza trascendano in attacchi personali diretti a colpire gratuitamente la sfera morale e privata altrui". 
"La diffamazione commessa col mezzo della stampa (ovvero social network come Facebook) è considerata un’aggravante in considerazione della particolare diffusività del mezzo adoperato e nel potere di persuasione psicologica e di orientamento d’opinione che la stampa possiede e che, rendendo più incisiva la diffamazione, finisce con il determinare un maggior danno. il danneggiato potrà nel termine di tre mesi dal momento in cui viene conoscenza querelare l’autore della diffamazione".

IN CONCLUSIONE 

La Corte di Cassazione ricorda che i reati di ingiuria [1] e diffamazione possono essere commessi a mezzo di internet (Cass., Sez. V, 17 novembre 2000, n. 4741; Cass., sez. V, 28 ottobre 2011, n.44126) e che quando ciò si verifica si è in presenza di un’ipotesi aggravata della fattispecie base (Cass., Sez. V, 16 ottobre 2012, n. 44980).

Di conseguenza siccome la diffusione di un messaggio offensivo su una pagina o una bacheca facebook ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone  rientra nella tipizzazione codicistica descritta dal terzo comma dell'art. 595 c.p.p.

AGGRAVANTI 

Le aggravanti comportano un aumento della pena prevista dall'art. 595 c. 1 c.p. (reclusione fino ad un anno o multa fino a 1.032 euro) nei seguenti casi:

  • attribuzione di un fatto determinato (c. 2): la maggiore credibilità dell'offesa giustifica la reclusione fino a due anni o la multa fino a 2.065 euro;
  • offesa arrecata a mezzo stampa (ed Internet), pubblicità, atto pubblico (c. 3): l'intensa capacità diffusiva delle vie di comunicazione impiegate giustifica la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a 516 euro;
  • offesa arrecata a corpo politico, amministrativo, giudiziario, sua rappresentanza, autorità costituita in collegio (c. 4): la collettività degli enti offesi giustifica l'incremento di un terzo rispetto alla pena base.


[1] Occorre precisare che l'ingiuria è stata depenalizzata con decreto legislativo 7/2016


Claudio Pasqua 


tel. 3934064107



DEBUTTO INTERNAZIONALE PER GRADITA, LA RETE D’IMPRESE ITALIANA SBARCA AL SIAL 2016 DI PARIGI

Diffondere la dieta mediterranea e rappresentare il made in Italy sulle tavole di tutto il mondo. È questo l’obbiettivo di Gradita, la nuova rete d’imprese che riunisce cinque marchi emblemi della tavola italiana, che farà il suo esordio sul palcoscenico mondiale in occasione del SIAL 2016 di Parigi, la più grande esposizione d’innovazione alimentare del mondo.




Dopo il debutto sul mercato nazionale al Cibus di Parma, Gradita, la nuova rete d’imprese agro-alimentari simbolo del made in Italy come Divella S.p.A.F.lli Polli S.p.A., Pietro Coricelli S.p.A. con gli oli d’oliva CirioGiacinto Callipo Conserve Alimentari S.p.A.e Callipo Gelateria S.r.l, fa il suo ingresso sulla scena mondiale del settore food in occasione del SIAL 2016 di Parigi, la più grande esposizione d’innovazione alimentare del mondo in programma dal 16 al 20 ottobre nell’area espositiva di Paris Nord Villepinte, con uno spazio espositivo presso il padiglione 5B – stand J056. L’esposizione, che richiamerà oltre 160mila visitatori professionali da ogni parte del mondo, riunisce gli operatori chiave del settore, dal produttore al compratore, e rivela le tendenze e le innovazioni che caratterizzeranno l’industria alimentare del futuro. Una vetrina internazionale importantissima, che permetterà a Gradita di farsi conoscere a livello mondiale in un settore, quello del food, in costante evoluzione e alla perenne ricerca di nuovi gusti e tendenze e, inoltre, di sviluppare i contatti commerciali, favorendo l'apertura ai mercati esteri ancora inesplorati.

martedì 23 agosto 2016

INTERNAUT DAY

Il doodle di Facebook dedicato all'Internaut Day


Il World Wide Web compie 25 anni e l’evento viene celebrato con il primo Internaut Day. Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, saltando da un punto all'altro del web mediante l'utilizzo di link. Il 6 agosto 1991 Berners-Lee pubblicò il primo sito web al mondo, presso il CERN, all'indirizzo http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html.

Tim Berners-Lee

La facilità d'utilizzo connessa con l'HTTP e i browser, in coincidenza con una vasta diffusione di computer per uso anche personale, hanno aperto l'uso di Internet a una massa di milioni di persone, anche al di fuori dell'ambito strettamente informatico, con una crescita in progressione esponenziale.

Internet, oggi, è sinonimo di globalizzazione. Avere un sito internet significa farsi conoscere dappertutto. Con la diffusione dei social network, il web ha vissuto una rivoluzione epocale, trasformando gli utenti in creatori di contenuti. Quale sarà la prossima evoluzione?

lunedì 11 luglio 2016

Alle PMI conviene l'eCommerce: mercato del fashion cresce del 25% e oltre i 1,8 miliardi di euro.

Crescono soprattutto gli acquisti online via smartphone.


ecommerce



L’eCommerce traina le vendite del Fashino in Italia. Quest’anno il settore avrà una crescita del 25% (oltre 1,8 miliardi di euro totali, con un incremento in valore assoluto di 365 milioni di euro) ed entro la fine 2016 arriverà a occupare una quota del 10% di tutte le vendite online in Italia, secondo solo all’informatica-elettronica. Più in particolare i capi di abbigliamento occupano il 55% del comparto e gli accessori il 45%.


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Crescono di molto la domanda e gli acquisti fashion via smartphone che aumentano del 26% e superano quota 350 milioni di euro, diventando  uno dei settore con la più alta penetrazione (19%) degli acquisti da smartphone sul totale domanda eCommerce. 
A questi dobbiamo aggiungere gli acquisti da tablet che raggiungono il 33% del totale domanda online.

Sono i dati frutto del risultati du una ricerca di mercato dell'Osservatorio eCommerce B2C, giunto alla quindicesima edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano.

“L’Abbigliamento è uno dei comparti merceologici più dinamici dell’eCommerce B2c italiano per almeno tre ragioni: ritmo di crescita superiore a quello medio del commercio elettronico, offerta eterogenea e in continuo fermento, e, infine, spiccata propensione all’innovazione” – afferma Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano – Negli ultimi 5 anni, il tasso di crescita medio annuo dell’abbigliamento è stato pari al 30% circa, il doppio rispetto a quello dell’eCommerce nel suo complesso (+15% circa), sia nella domanda (acquisti dei consumatori italiani da merchant sia italiani sia stranieri) sia nell’offerta (vendite dei merchant con sede operativa in Italia a consumatori italiani e stranieri)”.

“Il comportamento di consumo degli acquirenti di fashion è caratterizzato da un approccio omnicanale, nel quale sia i touch point fisici che quelli digitali giocano un ruolo chiave – precisa Roberto Liscia, Presidente Netcomm - Questo nuovo customer journey è stato ben compreso dalle aziende fashion, che negli anni hanno apportato numerose innovazioni alla customer experience: dall’utilizzo dei social come canale di comunicazione e di customer care, ai totem virtuali nei punti vendita fisici per prenotare i capi non disponibili al momento”. 

Per ultimo segnaliamo come iniziative quali il Black Friday o il Cyber Monday hanno permesso di realizzare in appena due giorni oltre il 5% del totale fatturato online, circa 10 volte il valore delle vendite registrate nello stesso intervallo di tempo in altri periodi dell’anno.


giovedì 30 giugno 2016

IMPRESA 4.0 - PER UN'INDUSTRIA ITALIANA PIÙ COMPETITIVA NELL'ERA DIGITALE

Impresa 4.0 - per un'Industria italiana più competitiva nell' era digitale - Teatro Dal Verme, Milano 5 Luglio


Il 5 luglio al Teatro Dal Verme di Milano “è di scena” il Digitale con l’edizione 2016 dello Studio che Assinform pubblica tutti gli anni sull’andamento del mercato ICT che in questa edizione contiene come novità le previsioni al 2018.

Il volume, che sarà distribuito a tutti i partecipanti, quest’anno è totalmente rinnovato nei contenuti ed è stato curato da Netconsulting cube e dal Politecnico di Milano che ci forniranno il quadro economico e tecnologico del settore per bocca di Giancarlo Capitani e Alessandro Perego.

L’incontro è dedicato ai protagonisti del digitale, delle start-up, delle Pmi innovative, dei giovani talenti, dei gruppi nazionali e internazionali dell’ICT ma vuole anche essere una grande manifestazione incentrata sull’innovazione come fattore strategico di crescita e sviluppo del Paese.

In un periodo in cui avvertiamo i segni della ripresa economica, la presenza del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia sta a testimoniare come Il fenomeno interessi tutti i settori economici e produttivi e può rappresentare un motore importante per rilanciare crescita e occupazione.

Il tema scelto per l’Evento è “Impresa 4.0: per un’industria italiana più competitiva nell’era digitale” e i numeri del rapporto Assinform danno ragione all’ottimismo che comincia a caratterizzare il sistema Paese, osservando e misurando il mercato digitale italiano che non solo è ripartito ma ha gettato le basi per una crescita che proseguirà anche nei prossimi anni. La Commissione Europea prevede per l’Italia un aumento del PIL dell’1,1% per il 2016 che anche se non ai livelli di Germania Francia e UK è pur sempre un dato incoraggiante. L’ICT non è da meno ed assisteremo nei prossimi anni ad una progressione delle componenti che ne caratterizzano lo sviluppo.

Si farà il punto sul progetto "Trasformazione competitiva digitale delle imprese e del Paese” che stiamo sviluppando in Confindustria per ridare slancio al nostro sistema d’impresa. I principali driver della ripresa sono le componenti più innovative del settore che sono veri e propri abilitatori della trasformazione digitale. Mobile, IoT, Big Data, Cloud e Security sono i principali pillar della nuova Impresa 4.0 che ha compreso l’importanza della tecnologia come leva strategica per la competitività.

La nuova impresa in digitale comincia a rappresentare un modello a cui le aziende guardano come tendenza strutturale che potrebbe rafforzarsi ulteriormente con la piena attuazione dei grandi progetti della Strategia Digitale del Governo che insieme alle infrastrutture immateriali costituiscono indubbiamente la leva del cambiamento che da anni attendiamo.



mercoledì 29 giugno 2016

CrEATive MUSIC: LA APP CHE AUMENTA L'APPETITO AI PIÙ PICCOLI


CrEATive Music è la nuova App sviluppata dalla Digital Agency ChieriWeb nata per rendere la cucina e i pasti un momento divertente e che unisce il piacere di preparare e gustare il cibo con il piacere di ascoltare la musica: pensata proprio per quei bambini svogliati nel mangiare.


Se il vostro bambino non mangia quanto dovrebbe, o fa i capricci, questa app lo aiuterà a concentrarsi meglio durante i pasti con semplici e gradevoli melodie. 


Le ricette sono divise secondo i vari momenti dei pasti (colazione, pranzo, merenda e cena), con un brano associato che aiuterà a creare un clima piacevole in cucina. 

Lo stesso brano è presente, con l’aggiunta dei rumori della cucina, anche come sottofondo musicale delle varie ricette. 

L’intento è quello di creare un’associazione musicale fra il momento della realizzazione della ricetta e il momento in cui il piatto viene consumato, stimolando la memoria e ricreando il clima piacevole e familiare della preparazione. Le ricette presenti sono proposte come attività ludica per educare i bambini ad una corretta alimentazione e alla riduzione dello scarto. 

L’app nasce dall’esperienza di Davide Spina, che da più di dieci anni si occupa di animazione e gusto in numerose scuole del Nord Italia, con proposte utili a far conoscere il mondo dell’alimentazione attraverso il gioco e la musica. Il maestro Mauro Tabasso ha realizzato le musiche, sfruttando la sua esperienza di arrangiatore, compositore e direttore d’orchestra. Il Laboratorio del Suono del SERMIG di Torino, presso il quale lavora Tabasso, ha collaborato alla realizzazione delle musiche presenti nell’App.

CARATTERISTICHE


 L’app crEATive music© si divide in due percorsi, MUSICA e RICETTE. Nel contenitore MUSICHE sono presenti brani originali appositamente creati per i vari momenti dei pasti (colazione, pranzo, merenda, cena) che potranno essere ascoltati liberamente e in qualsiasi momento dal tuo smartphone o pc. 


Nel contenitore RICETTE, sono presenti le ricette suddivise nei vari momenti dei pasti (colazione, pranzo, merenda, cena). Le ricette create e illustrate appositamente per essere comprensibili e di facile lettura ai bambini, hanno un proprio brano associato che oltre a riprodurre le melodie originali già presenti nella sezione musiche, sono arricchite da suoni e rumori tipici delle preparazioni delle ricette in cucina (es. rottura di un uovo, l’acqua che bolle...). 

Durante il consumo dei pasti, colazione, pranzo, merenda o cena, si possono ascoltare i brani di musica originali senza i sottofondi dei suoni tipici della preparazione. Le ricette presenti nell’applicazione sono da considerarsi degli stimoli alla preparazione di cibi, non hanno una finalità legate ad un apporto proteico e non sono da considerare ricette da inserire in diete particolari; devono essere utilizzate dai bambini alla presenza dei genitori e sono da considerarsi un’attività ludica. 

Ci sono ricette facili che non hanno bisogno dell’utilizzo del fuoco per essere realizzate, adatte a bambini più piccoli, e ricette più complesse dove si richiede l’utilizzo di attrezzi da cucina e del fuoco o del forno, adatte a bambini più grandi.
Con crEATive music©, la colazione, il pranzo, la merenda e la cena diventeranno momenti particolari e unici: tutta la famiglia riunita intorno al tavolo mentre mangia potrà ascoltare i brani musicali originali appositamente ideati per l’app e rendere più gradevole e quindi qualitativo il rapporto con il cibo ai tuoi bambini.( per maggiori informazioni sul progetto crEATive music© visita il sito http://www.creativemusic.it )

L'app è disponibile in due versioni: free e a pagamento (1,99 €). La versione a pagamento ospita un maggior numero di contenuti.